Scopri le meraviglie del castello di Racconigi: un viaggio tra storia e diplomazia

L'esposizione 'Storie dal mondo in Castello' svela oltre 400 oggetti storici da quattro continenti, raccontando l'intreccio di culture e diplomazia reale.

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  • Nel 1901, il castello di Racconigi divenne la residenza estiva ufficiale della famiglia reale italiana.
  • La nuova esposizione permanente, inaugurata il 29 giugno 2024, include oltre 400 oggetti storici da quattro continenti.
  • Tra i pezzi esposti, un elmo giannizzero ottomano del Cinquecento e un'antica spada con iscrizione in arabo datata 1272.

Varcando la soglia dell’ala levante del Castello di Racconigi, i visitatori vengono trasportati indietro nel tempo, all’inizio del Novecento. Questo castello, poco utilizzato dai reali nel tardo Ottocento, divenne la dimora ufficiale per i soggiorni estivi della famiglia reale nel 1901. Re Vittorio Emanuele III, accompagnato dalla regina Elena e dai loro figli, trascorreva qui i mesi da luglio a ottobre, lontano dagli impegni di corte.

L’erede al trono, Umberto II di Savoia, l’ultimo re d’Italia, trovò in questo luogo un angolo di pace e serenità con la moglie Maria Josè del Belgio e i loro figli, per quaranta giorni dopo l’abdicazione del padre. Il castello di Racconigi fu donato a Umberto e alla sua sposa nel 1929, prima del loro matrimonio a Roma nel 1930. Questo castello non era solo un luogo di riposo, ma anche un punto di incontro internazionale.

Delegazioni da quattro continenti portarono doni e omaggi, ora parte della nuova esposizione permanente inaugurata oggi, sabato 29 giugno: “Storie dal Mondo in Castello. Meraviglie da quattro continenti a Racconigi”. L’esposizione occupa corridoi e piccole sale dell’Armeria e degli uffici di vasella e lavaggio delle cucine, trasformati in deposito con oltre 400 oggetti provenienti dai quattro continenti. Un centinaio di questi oggetti sono stati studiati e restaurati negli anni e sono ora presentati all’interno di un itinerario che valorizza le loro origini, storie di acquisizione, funzioni e potenzialità narrative.

Un Patrimonio di Inestimabile Valore

Tra il 2019 e il 2024, sono state segnate tappe fondamentali per la restituzione del lavoro intrapreso: nel 2021 si è tenuta la mostra temporanea “Storie dal mondo in Castello”, seguita dall’esposizione “Nuovi incontri” nel 2023. La collezione esposta include manufatti che coprono un arco cronologico tra il 1272 e il primo quarto del Novecento. Questi oggetti, raccolti durante i viaggi dei sovrani o ricevuti come doni diplomatici, tracciano un percorso che dall’Europa si estende all’Africa, all’Asia e alle Americhe.

Tra i pezzi più significativi vi sono oggetti come la donazione del sultano ottomano Abdulhamid II, ricevuta nel 1904 da Vittorio Emanuele III a Racconigi: un rarissimo migfer, un elmo giannizzero ottomano del Cinquecento in seta, cotone, lino e rame dorato, una splendente parure seicentesca di testiere da parata per cavalli e un’antica spada forgiata nel 1272 con iscrizione in arabo sulla lama. Numerosi sono anche i beni di provenienza africana, testimoni dei lunghi viaggi dell’erede al trono Umberto, come un prezioso cofanetto di fattezze egizie, manifattura di Giuseppe Parvis al Cairo, donato alla regina Elena del Montenegro, e un raffinato scudo da parata etiope in seta, cuoio e argento.

Un’Esposizione di Inestimabile Interesse

L’Estremo Oriente è rappresentato da un gruppo di bambole meccaniche di Kobe, ispirato ai personaggi delle storie di fantasmi e del folclore dell’arte nipponica. All’inaugurazione del percorso espositivo hanno partecipato Filippo Masino, direttore delle residenze reali sabaude e della direzione regionale musei nazionali del Piemonte, Alessandra Giovannini Luca, Roberta Bianchi, responsabile del restauro, e Marianna Orlotti, curatrice indipendente delle attività della mostra.

Presenti all’inaugurazione, nel Salone d’Ercole del castello, anche il sindaco di Racconigi Valerio Oderda, il neo sindaco di Marene Alberto Deninotti e il neo assessore regionale Paolo Bongianni. Gli oggetti esposti, doni diplomatici, souvenir di viaggio e raffinati doni per principi e bambini, raccontano di una residenza sabauda che era sia sede ufficiale che casa di villeggiatura per la più importante famiglia d’Italia. Una monarchia proiettata nel XX secolo, moderna, curiosa e connessa con il mondo, con una passione per i viaggi e la fotografia.

I Nostri Consigli di Viaggio

L’apertura di “Storie dal mondo in Castello” rende fruibili patrimoni nascosti della reggia, celati nei depositi. Questo è solo il primo punto d’arrivo e uno stimolo a ripartire con nuovi progetti per migliorare l’accessibilità delle raccolte del castello, che hanno molto da dirci sul passato e sul nostro presente. La responsabile dei restauri, Roberta Bianchi, con il suo staff ha scoperto e riordinato locali dell’Armeria, ritrovando oggetti depositati da anni e restaurando gli ambienti che oggi ospitano queste meraviglie in teche.

Per i viaggiatori occasionali, consigliamo di pianificare la visita al Castello di Racconigi con anticipo, acquistando i biglietti online per evitare lunghe code e garantire l’ingresso. Il nuovo itinerario è compreso nel percorso di visita del castello, con orari specifici per le visite accompagnate e libere. Non dimenticate di esplorare anche i dintorni del castello, ricchi di storia e cultura.

Per i viaggiatori esperti, suggeriamo di approfondire la conoscenza delle collezioni esposte, magari partecipando a uno dei laboratori, presentazioni di libri, conferenze o appuntamenti musicali organizzati in concomitanza con la mostra. Questi eventi offrono un’opportunità unica per immergersi ancora di più nelle storie e nelle culture rappresentate dagli oggetti esposti.

In conclusione, la mostra “Storie dal mondo in Castello” non è solo un’esposizione di oggetti storici, ma un viaggio attraverso il tempo e le culture, che ci invita a riflettere sulla nostra storia e sul nostro presente. Buon viaggio!


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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