Segreti dell’Antica Edilizia Romana: La Scoperta a Pompei

Un viaggio nel tempo attraverso i metodi costruttivi di Pompei

Share your love

  • Scoperta di un cantiere antico a Pompei: testimonia un'epoca di rinnovamento e ricostruzione, interrotta dall'eruzione del Vesuvio.
  • Uso innovativo della calce viva: conferma la pratica dello 'hot mixing' per accelerare i tempi di costruzione, mostrando avanzate conoscenze tecniche.
  • Implicazioni storiche e culturali: sottolinea l'importanza della calce viva nell'architettura romana, essenziale per la realizzazione di strutture iconiche come il Colosseo e il Pantheon.

La scoperta di un cantiere edile antico nella Regio IX di Pompei ha offerto agli studiosi un’istantanea straordinaria di come funzionava un cantiere romano duemila anni fa. Cataste di mattoni in tufo, cumuli enormi di lastre di pietra, tegole, e strumenti di lavoro come il peso di piombo per il filo a piombo, sono solo alcune delle testimonianze emerse. Questi reperti, accatastati a terra nell’atrio parzialmente scoperto di una Insula, o palazzina di appartamenti, raccontano la storia di un cantiere febbrilmente attivo, interrotto bruscamente dall’eruzione del Vesuvio nell’ottobre del 79 d.C.

Le tracce dei lavori in corso spiccano in particolare nella casa con il panificio di Rustio Vero, dove è stata documentata una natura morta con la raffigurazione di una focaccia e un calice di vino. Su un’anta della sala di ricevimento, decorata con un quadro mitologico raffigurante “Achille a Sciro”, sono stati trovati numeri romani scritti a carboncino, probabilmente conteggi del cantiere, facilmente cancellabili a differenza dei graffiti incisi nell’intonaco.

La Tecnica Innovativa della Calce Viva

Un aspetto particolarmente interessante emerso dagli scavi riguarda l’uso della calce viva nella costruzione dei muri. Questa pratica, già ipotizzata in passato, sembra confermata dalla presenza di siti di calce viva pronta ad essere lavorata. La tecnica dello “hot mixing”, ovvero la miscelazione a temperature elevate della calce viva con pozzolana a secco, seguita da una successiva idratazione, accelerava notevolmente i tempi di costruzione. Questo metodo, diverso dall’usuale “spegnimento” della calce viva molto tempo prima dell’uso, permetteva di ottenere una miscela ancora calda durante la costruzione della parete, asciugandosi più rapidamente e abbreviando i tempi dell’intera costruzione.

Implicazioni Storiche e Culturali

La scoperta di questo cantiere non solo getta luce sui metodi costruttivi degli antichi romani, ma offre anche una visione più ampia della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione. Il fatto che Pompei fosse un cantiere in piena attività suggerisce che la città stesse vivendo un periodo di rinnovamento e ricostruzione, probabilmente a seguito di scosse sismiche precedenti l’eruzione del 79 d.C. Questo rinvenimento sottolinea l’importanza della calce viva e dell’opera cementizia nell’architettura romana, elementi senza i quali non avremmo avuto strutture come il Colosseo, il Pantheon o le Terme di Caracalla.

Bullet Executive Summary

La recente scoperta a Pompei di un cantiere edile antico interrotto dall’eruzione del Vesuvio offre una finestra unica sui metodi costruttivi e sulla vita quotidiana della città romana. Tra le testimonianze più significative, l’uso innovativo della calce viva per accelerare i tempi di costruzione. Questa pratica, insieme alla presenza di materiali e strumenti di lavoro, sottolinea l’avanzata conoscenza tecnica degli antichi romani e la loro capacità di rispondere rapidamente alle esigenze di ristrutturazione e costruzione. Un consiglio base di viaggio correlato a questo tema potrebbe essere quello di approfondire la conoscenza delle tecniche costruttive antiche visitando siti archeologici e musei. Per i viaggiatori esperti, l’approfondimento delle tecniche di “hot mixing” e l’osservazione diretta dei reperti possono offrire spunti interessanti sulla sostenibilità e il riuso dei materiali in epoca romana, temi ancora attuali nell’edilizia moderna.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
Share your love
Redazione
Redazione
Articles: 916

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *