Finalmente! Era ora che si smettesse di intasare sempre le solite città. I piccoli comuni hanno tanto da offrire, e magari così si aiutano anche a non spopolarsi.
Il panorama turistico italiano sta vivendo una trasformazione significativa, con un crescente interesse verso i piccoli comuni, spesso trascurati dai flussi turistici tradizionali. Secondo le stime, nel 2026, i comuni italiani con meno di 5.000 abitanti potrebbero accogliere oltre 21,3 milioni di arrivi, segnando un aumento del 5,3% rispetto al 2025. Questo dato, unito alle circa 79,9 milioni di presenze previste (+6,9%), evidenzia un cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori, sempre più orientati verso esperienze autentiche e sostenibili.
Questo fenomeno, spesso definito “undertourism”, si pone come un antidoto all’overtourism che affligge le grandi città d’arte. La concentrazione del 75% dei turisti sul solo 4% del territorio nazionale ha spinto il Ministero del Turismo a promuovere una distribuzione più equa dei flussi, valorizzando il patrimonio diffuso lungo tutta la penisola.
Il Terzo Forum Internazionale del Turismo, tenutosi a Milano, ha rappresentato un’occasione cruciale per discutere e promuovere questo nuovo approccio al turismo. Con la partecipazione di oltre mille persone, tra cui rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore e sindaci, l’evento ha acceso i riflettori sul potenziale inespresso dei piccoli comuni.
La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha sottolineato l’importanza di valorizzare questi “gioielli” nascosti, contribuendo a creare un’offerta turistica più diffusa e identitaria. La fiamma olimpica, portata dalla Venere, ha simboleggiato il viaggio attraverso l’Italia dei borghi, delle aree interne e delle tradizioni, un invito a scoprire le ricchezze culturali e paesaggistiche che il nostro Paese ha da offrire.
La ricerca di Demoskopika evidenzia come la crescita del turismo nei piccoli comuni sia trainata principalmente dalla componente estera. Si prevede che nel 2026 gli arrivi stranieri supereranno i 10,2 milioni, con un aumento dell’8,0% rispetto al 2025, mentre le presenze raggiungeranno i 40,3 milioni (+10,0%). Anche il mercato italiano mostra segnali positivi, con 11,2 milioni di arrivi (+3,0%) e 39,6 milioni di presenze (+4,0%).
Questo aumento dei flussi turistici si traduce in un impatto economico significativo. Per il 2026, si prevede che le entrate generate dal turismo nei piccoli centri supereranno i *16,2 miliardi di euro, costituendo l’11% del totale della spesa turistica a livello nazionale, con una crescita del 10,1% rispetto all’anno precedente. La spesa media per soggiorno si attesterebbe intorno ai 760 euro, un dato che conferma il valore aggiunto di un turismo più lento e consapevole.
Il turismo nei piccoli comuni rappresenta un’opportunità unica per vivere esperienze autentiche e scoprire il cuore pulsante dell’Italia. Per i viaggiatori occasionali, consigliamo di pianificare un itinerario che includa la visita di borghi meno conosciuti, magari seguendo le Strade del Vino o i Cammini storici. Questo tipo di viaggio permette di immergersi nella cultura locale, assaporare i prodotti tipici e sostenere l’economia delle comunità.
Per i viaggiatori esperti, suggeriamo di esplorare le aree interne e montane, alla ricerca di sentieri naturalistici e rifugi alpini. Questi luoghi offrono un’esperienza di viaggio più avventurosa e immersiva, lontana dalle rotte turistiche tradizionali.
In conclusione, il turismo nei piccoli comuni non è solo una tendenza, ma una vera e propria opportunità per riscoprire il valore del viaggio lento e consapevole. Invitiamo i lettori a riflettere sul significato del turismo e a considerare come le proprie scelte di viaggio possano contribuire a preservare il patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Scegliere di visitare un piccolo borgo significa sostenere la sua economia, preservare le sue tradizioni e contribuire a creare un futuro più sostenibile per tutti*.
Finalmente! Era ora che si smettesse di intasare sempre le solite città. I piccoli comuni hanno tanto da offrire, e magari così si aiutano anche a non spopolarsi.
Sì, bellissimo tutto, ma poi i servizi? Strade, trasporti, magari un ambulatorio decente... Prima pensiamo a rendere vivibili questi posti, poi invitiamo i turisti.
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