Che bello! Un convegno che unisce spiritualità e tecnologia. San Benedetto sarebbe fiero di vedere come il suo ora et labora si traduce nel digitale.
Un viaggio tra spiritualità, cultura e innovazione digitale
Un filo invisibile, ma tenace, connette l’Italia da nord a sud, tessendo una trama di paesaggi benedettini dove la spiritualità si incarna in architetture, colture e cultura. Molto prima che l’Europa assumesse la sua forma politica, *San Benedetto da Norcia (480-547) pose le basi di una civiltà incentrata sull’armonia tra devozione e operosità, meditazione e modifica del paesaggio. La sua Regola, “Ora et Labora”, non solo riformò la vita monastica, ma rivoluzionò il modo di abitare il mondo, plasmando paesaggi che riflettevano un nuovo rapporto con la natura, intesa come luogo d’incontro con il divino.
I monaci benedettini, pionieri di un’epoca, si dedicarono al disboscamento, alla bonifica, alla costruzione e alla coltivazione, trasformando il territorio e creando centri di preghiera e di sapere. I monasteri divennero fulcri di agricoltura, artigianato, arte e accoglienza, microcosmi in cui la bellezza e l’ordine del paesaggio rispecchiavano l’armonia interiore. Anche dopo quindici secoli, le impronte di questa influenza permangono chiare e visibili: nei chiostri, nelle terrazze che seguono il corso dei fiumi e nei campi che circondano le abbazie.
Questo lascito storico, vibrante e concreto, è il fulcro del convegno internazionale “I Paesaggi Benedettini. Territorio, patrimonio culturale e spiritualità”, una manifestazione itinerante che si snoderà tra Roma, Subiaco, Cassino e Fara in Sabina, dal 25 al 28 novembre 2025. L’obiettivo è reinterpretare questa eredità in chiave contemporanea, sfruttando le tecnologie digitali per custodire, fruire e condividere il patrimonio culturale. Come San Benedetto fu un innovatore nel suo tempo, oggi la sua eredità viene riproposta attraverso strumenti digitali all’avanguardia.
Nell’Abbazia di Santa Scolastica a Subiaco ha luogo un convegno dedicato all’architettura, all’arte, nonché all’organizzazione dei monasteri; qui vi è una forte sottolineatura sulle moderne tecnologie scientifiche applicate ai restauri. Gli studiosi associati al Centro d’Eccellenza DTC Lazio insieme ai membri dell’INFN illustrano le loro scoperte riguardo a uno specifico affresco creato da Petrus Christus, illustre pittore fiammingo vissuto nel XV secolo. Nonostante ciò, quello che cattura maggiormente l’interesse è il gemello virtuale della Cappella dedicata a San Gregorio situata presso il Monastero del Sacro Speco ed elaborato da Geolander.it. Questo modello tridimensionale viene generato attraverso avanzatissime scansioni 3D ed è estremamente accurato; include anche algoritmi artificialmente intelligenti in grado non solo di leggere ma anche di interpretare dettagli architettonici complessi.
Tale gemello virtuale permette esperienze immersive online grazie a sentieri interattivi mediati dalla realtà aumentata e offre soluzioni concrete per interventi accuratamente programmati sulla conservazione reale dell’opera stessa. GeoTwinFlow emerge quale strumento polivalente: per gli enti accademici funge quale archivio evolutivo multidimensionale atto ad analizzare relazioni fra opere diverse; mentre per chi si occupa della tutela artistica costituisce una modalità innovativa per effettuare controlli minuziosi sullo stato degli affreschi, rendendo così possibile pianificazioni precise nei prossimi interventi conservativi.
L’approccio descritto si distingue per il suo eccellente equilibrio tra rigorosità scientifica e capacità narrativa evocativa, offrendo così ai custodi del Monastero delle risorse sofisticate che consentono loro di trasmettere e valorizzare l’eredità di San Benedetto alle future generazioni.
Nell’incantevole scenario dell’Abbazia di Montecassino – punto nevralgico dell’ordine benedettino nonché crocevia della cultura europea – i lavori sono incentrati sui paesaggi simbolici, sull’‘arte visiva’, insieme ai progressi tecnologici innovativi finalizzati alla salvaguardia patrimoniale. Un panel composto da illustri docenti ed esperti affiliati all’Università di Cassino e Lazio Meridionale presenta avanzate iniziative dedicate alla digitalizzazione e al potenziamento del prezioso patrimonio librario presente a Cassino; spiccano MeMo (Memory of Montecassino) assieme a MeMo ViAM – quest’ultimo rappresenta una piattaforma museale virtuale orientata verso la celebrazione della tradizione benedettina. Attraverso iniziative creative quali modelli 3D interattivi o esposizioni multimediali immerse in contesti simulati esuberatamente coinvolgenti si intende garantire una narrazione più ampia della storia legata all’arte libraria cassinese.
L’itinerario termina presso l’Abbazia di Farfa che sorge nell’affascinante area sabina; qui prende avvio una stimolante discussione concernente le opportunità offerte dal settore turistico-culturale attuale. I relatori analizzano dettagliatamente percorsi storici meno battuti come quelli legati ai cammini benedettini quali ad esempio la Via Benedicti mentre approfondiscono dinamiche moderne relative alla governance collettiva finalizzata a ottimizzare le modalità gestionali patrimoniali sul territorio. Professionisti esperti affermano con convinzione quanto i principi inerenti al racconto identitario dei luoghi assieme alle pratiche turistiche sostenibili possano rappresentare gli elementi catalizzatori indispensabili per rivitalizzare tali comunità locali costantemente sotto pressione socioeconomica.
Nella località di Farfa, si pone un forte accento su come godere del turismo religioso, evitando che monasteri e abbazie diventino meri luoghi di attrazione turistica. Si persegue così l’obiettivo di adottare uno stile di viaggio consapevole delle comunità locali, valorizzando la qualità dell’accoglienza e garantendo la sostenibilità nei flussi turistici.
Intravedere i paesaggi benedettini implica avventurarsi in una dimensione temporale ricca d’incanto, svelando spazi che hanno segnato indelebilmente le pagine della storia europea. Si tratta decisamente d’un’esperienza trascendente rispetto a una mera escursione turistica, consentendo un’intima connessione con elementi quali spiritualità, cronologia ed esteticità del contesto circostante. Per coloro che si affacciano timidamente a questo mondo suggestivo, raccomandiamo una camminata lungo segmenti selezionati della Via Benedicti; questa immersione nella natura è accompagnata dalla scoperta d’incantevoli villaggi custodi d’un’eredità storica profonda. L’itinerario proposto offre quindi l’occasione perfetta per abbracciare il ritmo disteso dell’esistenza monastica unitamente alle meraviglie dei panorami rurali.
A coloro che vantano maggiore esperienza nei viaggi proponiamo una disamina dettagliata delle metodologie innovative legate al restauro digitale nel campo artistico; in tal senso, non può mancare una visita al Sacro Speco situato a Subiaco insieme all’approfondimento sul gemello virtuale della Cappella dedicata a San Gregorio. Questa opportunità si presenta come straordinaria nell’intento di illustrare l’importanza dell’apporto tecnologico alla salvaguardia ed esaltazione del nostro eredità culturale.
Tenete a mente che intraprendere un viaggio va oltre la mera ricerca di evasione dalla routine; si tratta piuttosto di una sottile occasione per nutrire i nostri saperi* e allargare la percezione che abbiamo del mondo. Ispirati dall’antica sapienza dei monaci benedettini, possiamo rivalutare l’importanza del silenzio, della riflessione interiore e dell’impegno nel compito che ci è stato assegnato.
Che bello! Un convegno che unisce spiritualità e tecnologia. San Benedetto sarebbe fiero di vedere come il suo ora et labora si traduce nel digitale.
Mah, tutta sta digitalizzazione mi sembra un po' eccessiva. I monaci benedettini si sono sporcati le mani, non stavano davanti a un computer. Non vorrei che si perdesse il vero spirito.
Interessante l'idea dei gemelli digitali per la conservazione. Però, spero che non diventi solo un modo per attirare più turisti. Bisogna bilanciare innovazione e rispetto per il luogo.
Ma alla fine, cosa resta di questa spiritualità? Un bel tour virtuale? Spero che ci sia anche spazio per la vera esperienza, per il silenzio e la preghiera. Un po' di silenzio e meno 3D...
Finalmente qualcuno che capisce il valore del turismo lento e consapevole! Basta con le orde di turisti che rovinano tutto. I paesaggi benedettini meritano rispetto e attenzione.
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