Mi sembra che il sindaco voglia solo privatizzare per nascondere l'incapacità della giunta! Una vera vergogna per tutti i cittadini di Ragusa.
Il Castello di Donnafugata, una delle meraviglie architettoniche di Ragusa, è al centro di un vivace dibattito sulla sua futura amministrazione. La scelta del sindaco Peppe Cassì di avviare una collaborazione tra il settore pubblico e quello privato per la gestione del sito ha scatenato reazioni diverse. Il Partito Democratico di Ragusa ha manifestato preoccupazione in merito a una possibile privatizzazione del castello, affermando che ciò potrebbe ridurre la capacità del Comune di avere un impatto sulle decisioni future e minare l’accesso pubblico al patrimonio culturale. Peppe Calabrese, segretario cittadino, ha evidenziato che l’affidamento ai privati della gestione del bene potrebbe essere interpretato come un’ammissione di fallimento da parte del governo comunale nella valorizzazione autonoma delle potenzialità del monumento. Inoltre, ci sono timori che i privati possano anteporre il profitto al miglioramento del sito.
In risposta alle critiche, l’amministrazione di Ragusa ha costituito una commissione di valutazione composta da esperti estranei all’area iblea, per assicurare la massima trasparenza nella selezione della proposta ottimale per la gestione del castello. La commissione include, tra gli altri, la professoressa Maria Cristina Cavallaro, esperta in diritto amministrativo, e la professoressa Maria Cristina Longo, specialista in economia aziendale e management. Tre sono le proposte da seguire: una di Civita e Logos, una della Provincia in collaborazione con alcune associazioni, e la terza della Pro Loco con altri privati. Il sindaco Cassì ha assicurato che, qualunque sarà l’esito, la partnership porterà risorse aggiuntive per la promozione e manutenzione del castello, preservando la proprietà pubblica.
Durante una conferenza stampa, il sindaco Cassì ha sottolineato che le procedure adottate per applicare il partenariato speciale pubblico-privato sono state corrette e rispecchiano un istituto giuridico relativamente recente. Ha spiegato che i 60 giorni di bando pubblico sono scaduti e che il processo ha rispettato le leggi vigenti. Giuseppe Puglisi, dirigente del settore Beni Culturali, ha illustrato come la commissione dovrà confrontare le proposte, identificare quella più adatta e avviare una fase di negoziazione per redigere una bozza di accordo. *Tale bozza sarà poi proposta all’organo esecutivo e al consiglio municipale per la ratifica finale.* L’amministrazione comunale respinge le accuse di mancanza di trasparenza, sottolineando che l’intento è valorizzare il patrimonio culturale tramite una co-gestione capace di incrementare turismo ed economia locali.
Ai visitatori occasionali del Castello di Donnafugata suggeriamo di pianificare il percorso nella bassa stagione, per allontanarsi dalla calca e apprezzare completamente il fascino del luogo. È essenziale informarsi anticipatamente sugli orari di apertura e sulle eventuali esposizioni temporanee all’interno del castello. Gli esploratori più esperti possono avventurarsi anche nei dintorni di Ragusa, scoprendo piccoli villaggi e tradizioni locali che arricchiscono l’esperienza culturale della regione. È importante riflettere su come le decisioni amministrative influenzino l’accessibilità e la conservazione dei beni storici, esortando i visitatori a contribuire attivamente alla promozione e difesa di questi tesori.
Mi sembra che il sindaco voglia solo privatizzare per nascondere l'incapacità della giunta! Una vera vergogna per tutti i cittadini di Ragusa.
Non credo che il partenariato pubblico-privato sia per forza una cosa negativa. Se gestito bene, può davvero migliorare la manutenzione del castello.
Sì, ma chi ci dice che i privati non pensino solo al profitto? Potrebbero benissimo cercare di speculare sulla cultura.
La commissione di esperti mi sembra una buona garanzia di trasparenza. Meglio così che lasciare il castello abbandonato!
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