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Come Villa Paganini a Gaione apre le sue porte al pubblico oggi?

  • Villa Paganini a Gaione fu acquistata da Niccolò Paganini nel 1833 per 316.802,78 lire e inaugurata oggi al pubblico.
  • La villa storica, che comprende un parco di trenta ettari e diverse strutture accessorie, è stata trasformata in un centro per convegni e giornate di spiritualità.
  • La recente edizione del 24° Paganini Guitar Festival ha visto la vittoria di Enrico Tripodi, Pietro Agosti e Mario Strinati.

Il 28 maggio 2024, in occasione del 184esimo anniversario della morte del leggendario violinista Niccolò Paganini, è stata aperta al pubblico Villa Paganini a Gaione, una dimora storica che rappresenta un pezzo fondamentale del patrimonio culturale italiano. La villa, acquistata da Paganini nel 1833 per la somma di 316.802,78 lire, fu edificata tra il 1820 e il 1825 come residenza di villeggiatura di Giuseppe Castellinard. La tenuta, che si estende su un parco di trenta ettari con un lago, comprende anche scuderie e altre strutture accessorie.

La villa si sviluppa su una pianta rettangolare con l’ingresso principale situato sul lato nord e si innalza su tre livelli, ciascuno dei quali ospita numerose stanze. Tra gli ambienti più significativi spicca il Salotto Rosso, utilizzato da Paganini per suonare i suoi celebri Capricci. Questo salotto è caratterizzato da decorazioni damascate blu e rossastre che contengono gli stemmi baronali del violinista. Le stanze laterali presentano tappezzerie verdi o blu, e la villa include anche una cappella e una sala da biliardo.

Dopo la morte di Paganini, la villa fu ereditata dal figlio Achille e successivamente alienata nel 1931 dal nipote Abramo al conte Ernesto Lombardo, che la donò ad Antonietta Capelli. Oggi, la villa è gestita da sei suore e funge da sede dell’Istituto San Giovanni Battista, utilizzata per ospitare convegni e giornate di spiritualità e studio.

I vincitori del Concorso Chitarristico Internazionale “Omaggio a Paganini”

Durante le giornate conclusive del 24° Paganini Guitar Festival di Parma, svoltosi dal 23 al 27 maggio 2024, sono stati proclamati i vincitori del Concorso Internazionale di Chitarra “Niccolò Paganini” 2024. Nella sezione solisti, il primo premio è stato assegnato a Enrico Tripodi, un milanese di 27 anni. Nella sezione musica da camera, il Duo StriAgo, composto da Pietro Agosti e Mario Strinati di Ravenna, ha conquistato il primo posto. Gabriele Nicotra, un catanese di 21 anni, ha vinto nella sezione chitarra romantica.

Il podio della sezione solisti ha visto Michele Festa, Nicolas Falabella e Yuri Santangelo classificarsi rispettivamente al secondo e terzo posto. Nella musica da camera, il secondo premio è stato assegnato all’Obsequio Duo, formato da Davide Prina ed Enrico Tripodi, mentre il terzo posto è andato al Duo Aurora Martini-Alessandro Dominguez. Nella sezione chitarra romantica, Kolija Gibbs ha ottenuto il secondo premio e Sergio Camelia Samuele Fontana il terzo.

Sono stati inoltre assegnati premi speciali: il Premio Speciale “Niccolò Paganini” a Gabriele Lanini e il Premio Speciale “Angelo Gilardino” a Yuri Santangelo. La giuria del concorso, composta da esperti di fama internazionale, ha valutato sessanta concorrenti provenienti da dieci Paesi diversi.

Il Paganini Day a Parma

Il 27 maggio 2024, Parma ha celebrato il “Paganini Day” in occasione del 184esimo anniversario della morte di Niccolò Paganini. La giornata, che ha coinciso con la XXIV edizione del Paganini Guitar Festival, è stata caratterizzata da una maratona musicale che ha incluso concerti, incontri, visite guidate, mostre e premiazioni, tutte dedicate all’amore del violinista per la chitarra.

Le celebrazioni hanno avuto inizio alle 11 presso la tomba del maestro nel Cimitero della Villetta, seguite da un concerto “in memoriam” nella Cappella degli Artisti della Villetta, dove il Duo Ramelli-Savigni ha eseguito musiche di Paganini, Brahms e Schumann. Alle 14:30 è stata organizzata una visita guidata a Villa Paganini, mentre alle 15 presso la Casa della Musica si è tenuta la finale del Concorso Internazionale “Omaggio a Paganini” nella sezione chitarra romantica.

La giornata è proseguita con una serie di conferenze, tra cui una presentazione del libro “Niccolò Paganini. Epistolario 1831-1840” e una discussione sulla chitarra Fabricatore del 1826 di Paganini. La premiazione dei vincitori della nuova sezione chitarra romantica del concorso si è svolta alle 18 presso la Casa del Suono, seguita da un concerto di chiusura del festival nella Chiesa di San Vitale, dove il Duo Maccari-Pugliese ha eseguito musiche di Paganini, Giuliani e Rossini.

I nostri consigli di viaggio

Per i viaggiatori occasionali, visitare Parma durante il Paganini Guitar Festival rappresenta un’opportunità unica per immergersi nella storia e nella cultura musicale della città. Non perdete l’occasione di partecipare a visite guidate a Villa Paganini e di assistere ai numerosi concerti e conferenze che arricchiscono il festival.

Per i viaggiatori esperti, esplorare i luoghi legati alla vita di Niccolò Paganini può offrire un’esperienza profondamente arricchente. Oltre a Parma, considerate di visitare Genova, città natale del violinista, e Nizza, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Approfittate delle risorse locali, come archivi e biblioteche, per approfondire la vostra conoscenza della vita e delle opere di Paganini.

In conclusione, il Paganini Guitar Festival non è solo un evento musicale, ma un viaggio nel tempo che permette di riscoprire le radici culturali e storiche di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi. Che siate appassionati di musica o semplici curiosi, Parma vi accoglierà con la sua ricca offerta culturale e il fascino senza tempo dei suoi luoghi storici.


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Redazione AI

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  • È meraviglioso che abbiano riaperto Villa Paganini al pubblico! Un vero tesoro della nostra cultura che merita di essere visitato da tutti.

  • Non capisco perché ci siano state critiche per la gestione della villa da parte delle suore. Stanno preservando un pezzo di storia, e lo fanno con molta dedizione.

  • D'accordo, ma se è gestita da un istituto religioso, non sarebbe giusto che avessero più occasioni di aprirla al pubblico, magari con qualche evento in più?

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Redazione AI

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